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Il convento dell'Annunciata
La storia del Convento dell’Annunciata iniziò nella seconda
metà del Quattrocento, grazie all’iniziativa di due frati terziari che vivevano
da eremiti in una casa nei pressi della chiesetta di Cosma e Damiano, i quali
ottennero dal papa l’autorizzazione alla costruzione di un convento. Essi si
rivolsero ad Amadeo Mendes da Silva, che, grazie alla sua relazione con
importanti centri di potere europeo, tra cui i duchi di Milano, con i quali
stabilì un rapporto di amicizia, riuscì a garantire l’appoggio politico e
finanziario per realizzare l’opera. La cupola del coro venne affrescata nel
1475 da Giovanni Pietro da Cemmo con un ciclo dedicato a Maria, che nella
concezione religiosa di Amadeo rivestiva un ruolo centrale di mediazione tra
Dio e l’uomo. Lo stesso pittore realizzò affreschi sulle pareti del porticato
che divide il coro dalla parte restante della chiesa.
Dopo la morte di Amadeo - che si era spostato a Roma come
confessore del papa Sisto IV, dopo essere stato accusato da frati Osservanti di
essere una spia del Ducato di Milano a scapito della Repubblica di Venezia che
dominavano in Valcamonica -, i suoi seguaci (amadeiti) vennero emarginati e
sostituiti nella conduzione del convento da frati Osservanti. Questi
commissionarono un ciclo pittorico con al centro la figura di Cristo, che venne
realizzato sulla parete posta di fronte alla navata dei fedeli.
In seguito alle disposizioni napoleoniche, il convento venne
chiuso nel 1812 e riaperto nel 1845 dai Cappuccini che lo gestiscono tuttora.
Sulla base di fonti scritte e orali, vengono esposti i
principali eventi che hanno contrassegnato la storia del convento, viene
descritta la sua struttura e viene raccontato come viveva (e vive tuttora) la
comunità di frati che lo hanno abitato e custodito nel corso dei secoli fino ad
oggi.
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